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martedì 29 marzo 2011

150 anni d’Italia a Meda

Ho partecipato alla festa organizzata dalle associazioni Circolo San Francesco, Brianza Domani e Circolo XX Settembre, per la celebrazione dei 150 anni d’Italia a Meda lo scorso 17 Marzo.

Nella splendida cornice della Sala del Coro della Villa Traversi si sono succeduti, alcuni interessanti contributi, legati alla storia di Meda e alla storia d’Italia da parte di prestigiosi relatori.

Ho apprezzato molto l’idea di collocare storicamente le vicende che hanno portato Meda ad essere quelle che è oggi all’interno del più ampio quadro italiano.

Dopo l’intervento del padrone di casa, l’Avv Traversi, con la sua narrazione, puntualissima e colta, che ha ripercorso le fasi che hanno portato all’Unità d’Italia, è stato il momento dello scrittore e storico medese Felice Asnaghi.

Felice, che ringrazio per la sua disponibilità, rispondendo alla domanda sul motivo per cui a Meda siano concentrate così tante aziende del mobile, ha portato alla luce alcune fasi storiche determinanti per lo sviluppo economico e sociale della città.

Ecco un piccolo riassunto della sua attenta relazione.

Il primo impulso è stato dato dai contadini che, al servizio del monastero benedettino, per primi svilupparono le loro abilità nell’arte della falegnameria funzionale e poi in un secondo momento anche d’arredo; il secondo impulso è stato dato dall’arrivo francesi che si appoggiarono a questi abili medesi per la riparazione e il montaggio dei mobili provenienti d’Oltralpe.

Grazie all’unità d’Italia, lo stimolo allo sviluppo, fu dato da una maggiore apertura dei mercati, succeduti poi da investimenti da parte della classe dirigente dell’epoca che si riversarono verso l’artigianato e l’industria.

Con l’arrivo delle Ferrovie Nord, e quindi dei tronchi grezzi direttamente all’interno delle fabbriche, l'accelerazione aumentò; e non mancarono anche illuminati imprenditori che salirono alla ribalta della politica facilitando l’arrivo di capitali dal governo.

Fu poi ancora la politica, sia locale che nazionale, che contribuì all'ammodernamento, dal 1870, delle infrastrutture tecniche e sociali della città di Meda.

Con l’arrivo di maestri d’arte da Venezia, Milano e dal Piemonte, Meda si perfezionò nell’arte dell’intaglio e della decorazione.

Felice ha poi concluso il suo intervento con due toccanti poesie di Ungaretti, “Soldati” e “San Martino del Carso” per ricordare l’impegno anche di tanti medesi nel sacrificio della Grande Guerra .

Sulle motivazioni sociali, oltre che storiche, che continuano a spingere i medesi e i brianzoli nell’impegno all’interno del mondo dell’arredamento e dell’impresa, ci stiamo invece interrogando nel progetto Brianza.com... stay tuned!

sabato 8 gennaio 2011

Amarcord: Fratelli Berto Salotti 1974 - 2011

Mettendo in ordine un vecchio scatolone mi sono imbattuto in molti ricordi del passato e in particolar modo in questo nostro vecchio biglietto da visita datato 1975.

I Fratelli Berto all'epoca gestivano una "società di fatto" e producevano salotti in pelle in stile e moderni per conto di aziende di nome dell'epoca.

Il lavoro a Meda non mancava e dopo aver imparato il mestiere di tappezzieri presso aziende importanti produttrici di divani e poltrone, si misero in proprio iniziando a lavorare inizialmente proprio per quelle aziende.

La storia dei Fratelli Berto è la storia dell'imprenditoria italiana, quella delle piccole imprese e degli artigiani che hanno saputo crescere e creare valore grazie al proprio sacrificio e a quello di collaboratori capaci e legati all'azienda.

Oggi Berto Salotti è un'azienda che guarda al futuro con grande ottimismo, forte di radici solide e di un saper fare importante.

Il desiderio è quello che ha caratterizzato il mio ingresso in azienda dal 1995: far conoscere la storia scritta di Fratelli Berto e dalle persone incredibili della loro squadra e valorizzare il loro importante knowhow creato negli ultimi 40.

Per gli sviluppi quindi .... stay tuned!

venerdì 10 dicembre 2010

"Le aziende di Meda dal 1861 al 1920" ... e quelle del 2011...

Domenica 12 Dicembre alle 17.00, presso il salone del Cinema Radio a Meda, Felice Asnaghi presenterà il suo ultimo libro "Le ditte di Meda iscritte alla Camera di Commercio di Milano dell'anno 1861 ale 1920".

Questa pubblicazione rende accessibile alcune parti dell’archivio della Camera di Commercio di Milano portando alla luce un'elenco di aziende operanti sul territorio medese dal 1861 al 1920.

Avrò il piacere e l'onore di presenziare tra i relatori e vorrei condividere con voi alcuni spunti di riflessione.

Siamo tutti molto orgogliosi di appartenere ad una città come Meda che, come dimostra il lavoro di Felice, fonda il suo presente di imprenditorialità ed eccellenza su antichissime e solide radici.

E' una consepevolezza che vivo con molto entusiasmo e che molti operatori del territorio hanno dentro di se e portano con orgoglio nel mondo.

Berto è un cognome che non appartiene a questo elenco storico (la mia famiglia è arrivata a Meda negli anni 50 emigrando dal veneto alla ricerca di un futuro migliore). E questo è uno dei motivi per i quali ho sempre lavorato alla ricerca delle radici della mia città, comprendendo che la sua forza risiedeva proprio nella sua storia e nel suo passato.

Dopo oltre un secolo da quell'alba strepitosa di sviluppo, le aziende di Meda sono ancora protagoniste nel mondo, ai più alti livelli di design e qualità, con una incredibile capacità di innvoazione e creatività.

Dobbiamo quindi andare avanti ora, consapevoli del nostro passato ma anche di quello che potrebbe essere il nostro futuro, proviamo ad immaginarlo con entusiasmo facendoci pervadere da pensieri motivanti e costruttivi.

Ad esempio :

  • Cosa potremmo fare di più e meglio per salvaguardare questo nostro incredibile knowhow?
  • Come potremmo fare per far appassionare le nuove generazioni al lavoro presso le nostre aziende ( è sempre più difficile trovare personale qualificato e apprendisti per i lavori "storici" più caratterizzanti del nostro distretto)
  • E' possibile immaginare un futuro per il nostro distretto anche nella grande distribuzione (concentrasi sulle nicchie di mercato non deve essere un ripiego)
  • potremmo comunicare con più efficacia attraverso tutti i media nuovi e tradizionali e in modo sistematico ottenendo più risultati ?
Siamo un grande esempio di costruzione di valore, relazioni sociali e crescita.
Il momento internazionale sta facendo richiudere in se stessi molti miei colleghi.
Inoltre, molte delle problematiche già esistenti si sono aggravate con la crisi economica. E' tutto vero, ma possiamo farcela ancora, e dobbiamo necessariamente fermarci per riflettere e ripensare insieme al nostro futuro.

L'indipendenza, caratterisitica formidabile che ha caratterizzato l'inizio secolo e che ha significato riscatto sociale per molti artigiani, oggi deve essere parte di una strategia comune di rete in grado di affrontare insieme i problemi e di pensare insieme alle soluzioni.

giovedì 18 novembre 2010

Le ditte di Meda dal 1861 al 1920 .... Il nuovo Libro di Felice Asnaghi

Sono rimasto elettrizzato quando ho ricevuto la telefonata di Felice Asnaghi che mi comunicava la pubblicazione del suo nuovo libro e la sua presentazione a Meda il 12 Dicembre.

Felice ha fatto in questi ulitimi anni una ricerca sugli archivi precedenti ai primi registri della Camera di Commercio, per analizzare le aziende presenti sul territorio medese dal 1861 al 1920.

Stiamo parlando di una ricerca importantissima che fornirà basi per discussioni e approfodnimenti sul terriìtorio e che più semplicemente ci permetterà di afforntare il futuro avendo chiaro il passato da dove proveniamo.

Nessuno come Felice Asnaghi può descrivervi Meda, la sua cultura, la sua storia e la sua evoluzione nel tempo. Felice Asnaghi nel suo sito si descrive così:

"Ha in attivo varie pubblicazioni di storia locale.
Segnalato e premiato in diversi concorsi culturali, relatore nei corsi di formazione degli insegnanti del circolo scolastico, collabora a giornali e riviste. È cultore di araldica, paziente ricostruttore di alberi genealogici, esperto nella scrittura dialettale brianzola (con le varianti del territorio), poeta in vernacolo.
Per le sue opere si avvale della ricerca di archivio e delle testimonianze raccolte dalla viva voce dei protagonisti e testimoni di tanti eventi, grandi e piccoli, che hanno segnato e segnano la vita della comunità medese. Ha in attivo varie pubblicazioni di storia locale. del circolo scolastico, collabora a giornali e riviste."


Avrò la fortuna e l'onore di presenziare a questo appuntamento e nei rpossimi giorni posterò maggiori informazioni a riguardo.
Spero di vedere anche molti di voi! Keep in touch !

martedì 26 maggio 2009

ItaliaPiù, la Brianza e Berto Salotti

Italiapiù è una rivista specializzata distribuita con il Sole 24Ore, che parla dell'Italia attraverso i racconti dell'arte, della cultura, del territorio e delle sue imprese.
Nel numero 43 appena pubblicato, nella sezione Lombardia e poi Monza e Brianza, e Citta di Meda, è stato realizzato un articolo sulla nostra Berto Salotti.

Pubblichiamo in questo blog un piccolo estratto e il link alla rivista online.
Nell'articolo si parla anche di un'altra azienda importante di Meda, La Colombo Mobili, anch'essa citata come esempio brillante di eccellenza e tradizione, proiettate nel futuro grazie ad una strategia commerciale innovativa.

mercoledì 25 giugno 2008

I ragazzi dell'ASCLA da BertoSalotti

Martedì ho incontrato i ragazzi del corso di e-commerce dell'Ascla di Casarano (Lecce) in showroom a Meda.
Ho accettato molto volentieri l'invito di Michele Canovi e Giacomo Guazzarini di Coexport che mi hanno contattato già alcune settimane per organizzare l'incontro con Berto Salotti in qualità di azienda che utilizza internet come canale strategico comunicazione.

Durante l'incontro che si è svolto principalmente negli spazi dello showroom BertoSalotti di Meda ho spiegato come abbiamo fatto crescere la nostra azienda anche in un periodo congiunturale difficile, distribuendo il prodotto artigianale che produciamo da quarant'anni attraverso internet.

Mi ha fatto molto bene confrontarmi con la loro realtà, in parte diversa rispetto la nostra, e ho provato a stabilire un punto di contatto.

Io ho avuto un'opportunità che probabilmente loro, come è emerso dai loro racconti, non avranno, ovvero la possibilità di iniziare a lavorare da una base già esistente, ma sia io che loro possiamo avere una scintilla, un desiderio speciale di fare bene e meglio degli altri, mettendosi in gioco.
Attraverso i loro studi in internet marketing ed e-commerce, i ragazzi hanno oggi la possibilità di iniziare una nuova attività strategica oppure di farsi assumere da aziende interessate.
Se lo desiderate e avrete talento, sono certo che mettendoci impegno personale di tempo e di passione, potete farcela.
In bocca al lupo di cuore a tutta la classe dell'Ascla di Casarano!

mercoledì 14 maggio 2008

Ma lei non è il sig. Berto!

Nel 2008 accade anche questo. Vi racconto l'avventura tragicomica che ho vissuto questa mattina..
Ho ricevuto la sig.ra R.B. , agente di una concessionaria di un notissimo e prestigioso mensile di arredamento, presso lo showroom di Meda

La visita di questa mattina è arrivata dopo aver ricevuto il loro primo contatto telefonico e fissato un'appuntamento.
Si presento la sig.ra R.B., che di primo acchito si stupisce della mia giovane età e mi chiede se sono davvero io il sig. Berto. ( che faccia deve avere e quanti anni deve avere un responsabile comunicazione?)
Dopo avermi presentato l'offerta la signora ed avermi sviolinato quanto è prestigiosa la sua testata e quanto colti siano i suoi lettori e i suoi clienti, mi propone di prendere una decisione in merito all'acquisto e di fronte al mio rifiuto comincia ad accusarmi di prenderla in giro e di non essere il sig. Berto!
Incredibile addirittura mi dice "si vede chiaramente che lei non è il titolare, i nostri clienti sono tutte persone di cultura, di ampie vedute, con ampia disponibilità di spesa" e arriva a chiedermi la carta di identità...

A questo punto io mi alzo e ...

...e voi cosa avreste fatto?

Attendo i vostri possibili finali di storia lasciandovi la curiosità di conoscere il mio e mi raccomando, attenti cari giovani colleghi, se vi si presenta una sig.ra sulla cinquantina, agente del forse più noto mensile di arredamento mondiale, dotatevi di parrucca da nonno e di carta di identità e preparatevi al peggio!

venerdì 18 aprile 2008

Al Salone 2008!

Mercoledì si è aperto il Salone del Mobile di Milano, l'evento più importante al mondo per il settore arredamento. Mobili, Cucina, e Illuminazione si presentano insieme al world furniture biz in pompa magna e con le migliori prospettive per il futuro.Nonostante il presente affannoso sia sui mercati interni che internazionali, il cambio euro dollaro sfavorevole, l'inflazione galoppante, e il petrolio alle stelle, sembra che il comparto si sia caricato di un nuovo fertile entusiasmo, sostenuto anche dalla conquista dell'Expo 2015 e da molte innovazioni proposte dalle aziende.
I numeri sono impressionanti: 300.000 visitatori sono attesi per questa edizione della fiera di RHO-Pero, per 1300 espositori da 31 Paesi del mondo, di cui circa 200 dalla sola Brianza e circa 50 dalla sola Meda.
Meda è infatti la città che contribuisce con più aziende alla manifestazione.

Sono molti gli amici e colleghi di Meda che espongono ed è difficile per me oltrepassare velocemente i padiglioni del Classico (uno e due) dove molti di loro hanno gli stand. Nonostante faccia questo lavoro da anni, mi emoziono sempre ad ammirare le opere che vengono esposte, non solo per le aziende del design ma soprattutto per i mobili in classici e in stile.
Forse perché percepisco il pericolo della perdita nei prossimi anni di quelle abilità preziose come l'intaglio, l'intarsio o l'ebanisteria di alto livello.

La visita è stata anche un momento di riflessione sul lavoro di Berto Salotti e sul futuro della nostra azienda. Ho ricevuto molti stimoli e ho avuto il piacere di parlare con grandi imprenditori che mi hanno incoraggiato a continuare sulla strada che abbiamo iniziato. Ho incontrato MagiaChannel che mi ha fatto alcune domande sul presente e sul futuro di Berto Salotti che spero a breve di potervi mostrare sia sul nostro canale video di YouTube sia sul blog. Buon Salone a tutti!

giovedì 27 dicembre 2007

La potenza di Internet!




Oggi è stata la "giornata del Pouf letto"!

Abbiamo ricevuto con gioia molti clienti per la promozione sui pouf letto: addirittura da Torino e ovviamente anche da Milano e provincia, approfittando del fatto che ne abbiamo molti disponibili in pronta consegna.

E' successa poi una cosa straordinaria: ho ricevuto una mail di richiesta di pouf letto da Meda, ovviamente non è la prima volta che capita, ma oggi la cliente, Valentina, è venuta a confermare in showroom e mentre mi indicava l'indirizzo di consegna, ho scoperto che abita esattamente sopra casa mia!

Certo, io e Valentina potevamo in qualche modo entrare in contatto, magari tramite amici o passaparola, ma Internet ci ha fatto conoscere meglio, con più facilità e in modo più diretto, anche se io e lei abitiamo nello stesso palazzo!

Scusatemi il post, che può sembrare anche banale in epoca di 2.0 e social networking avanzato, ma ho voluto comunicarvi che internet oggi mi ha stupito anchora una volta, per le sue potenzialità e per la fiducia che ci da nel futuro.

giovedì 11 gennaio 2007

Berto Salotti, dalla tradizione del distretto Brianzolo ad oggi.
testo e immagini tratte dal libro "meda terra di fede e di lavoro" di Felice Asnaghi


I primi artigiani falegnami non hanno mai cessato di essere anche contadini, nemmeno quando costruivano mobili che andavano ad abbellire le dimore di Dio (chiese e monasteri) oppure i saloni di qualche dimora patrizia.

Nel Medioevo il “magister a lignamine”, nei lunghi periodi invernali, quando nelle campagne non necessitava alcun lavoro agricolo, occupava gran parte del suo tempo svolgendo piccoli lavori di carpenteria e falegnameria. Costruiva o riparava arredi per le chiese, cassapanche e semplici mobili per la casa.

Lungo tutto il periodo rinascimentale e, successivamente, nell’ età barocca l’artigiano falegname brianzolo trovò una naturale collocazione professionale. Il contadino legato alla coltivazione della terra, lentamente e progressivamente si trasformò in artigiano mobiliere sempre più esperto e professionalmente qualificato.

Nascevano, in quei periodi, i grandi palazzi signorili fatti erigere da ricche famiglie patrizie quali i Borromeo a Cesano Maderno e i De Capitani a Meda. Ovunque si intensificavano le costruzioni di chiese, di cappelle gentilizie, di eleganti dimore di campagna.

Il monastero di Meda subì, ad esempio, importanti restauri eseguiti da ragguardevoli artisti dell’epoca. Naturalmente i falegnami del luogo venivano spesso a contatto con architetti, ingegneri, decoratori, tappezzieri, intarsiatori e mobilieri di alto livello professionale e ciò contribuì in modo determinante alla progressiva trasformazione da contadini-falegnami in veri artigiani, non più semplici falegnami stipettai, ma mobilieri nel vero senso del termine.

E’ appunto a Meda che si sviluppò l’attività di falegnameria nel campo edilizio e in quello dell’arredamento. Gli artigiani medesi erano molto richiesti proprio per la loro preparazione professionale. Poi pian piano questa professione artigiana si estese verso Cantù e Monza.

A detta di buona parte degli storici, fu con l’occupazione francese che si crearono i presupposti per lo sviluppo dell’artigianato mobiliero in Brianza ed in particolare a Meda.

Da Parigi partivano carri carichi di suppellettili destinati all’abbellimento delle case milanesi. Durante il tragitto lungo le dissestate strade, notevoli erano i danni che i mobili riportavano a causa degli inevitabili scossoni. In mancanza di manodopera francese erano richiesti o si offrivano i nostri falegnami i quali riparavano i danni e fornivano l’assistenza per il montaggio e le riparazioni in loco.

Le stalle furono chiuse per far posto alle botteghe, i carri oltre a trasportare fieno e granoturco cominciavano a viaggiare con carichi di legname d’opera e sedie.

I giovani dedicavano minor tempo all’agricoltura, lasciata alla cura dei genitori e delle sorelle, per impegnarlo in bottega tra pialle, scalpelli e sgorbie.

Gli artigiani più qualificati ed intraprendenti e soprattutto dotati di disponibilità finanziarie, trovarono il coraggio di abbandonare completamente il lavoro dei campi (e smettere di fare solo assistenza). Intrapresero un’attività artigianale in proprio, e iniziarono a costruire mobili che poi vendevano ai commercianti milanesi.

La realtà sociale di Meda era in continuo movimento e prossima al cambiamento.

I registri delle coscrizioni militari negli anni di fine ottocento danno l’esatta dimensione del cambiamento in atto. I giovani ventenni del tempo quando si presentavano alla visita militare, dovevano segnalare la propria professione: ecco dunque apparire oltre ai contadini anche parrucchieri, maniscalchi, cardatori, tintori, calzolai, muratori, tessitori e tanti falegnami.

La presenza delle grandi vie di comunicazioni stradali e ferroviarie facilitò lo sviluppo delle aziende del mobile.

A cavallo del secolo a Meda operava una miriade dì botteghe artigiane e si erano consolidate grosse industrie (tra le quali ricordiamo la Salda, la Baserga, La Lanzani) che intrattenevano rapporti commerciali con tutto il mondo e non solo nelle grandi città come Parigi e Buenos Aires le nostre industrie aprivano negozi ed uffici.

Meda divenne il centro del mobile e meta dei migliori maestri provenienti dalle scuole d'arte di Milano, Venezia, Parigi. Nel secondo dopoguerra, in pieno boom economico, si venne a creare un fortunato “feeling” tra industria e “design” che avrebbe inaugurato l’era dei mobili firmati, trasformando le industrie locali, in vere e proprie aziende “leader” nel mercato mondiale .

È in questo contesto che anche le piccole imprese artigiane riescono a crearsi un proprio mercato, conquistato attraverso i lavori “su misura”, eseguiti mediante tecniche che ne certificano lo “stato d’arte”.

lunedì 8 gennaio 2007


Meda è la città che ospita la mia famiglia e la mia azienda.

E' la città famosa nel mondo per la presenza di centinaia di aziende dedite alla produzione di mobili prevalentemente di design o classici e in stile.
Sono molto affezionato a Meda, amo vedere il continuo sviluppo delle aziende, il passaggio di timone tra padri e figli, il loro difendersi, emergere e lottare contro ogni tipo di clima economico e politico.
Amo sentire le storie di successo delle aziende di Meda che ce l'hanno fatta e che rappresentano oggi il design e lo stile nel mondo.
La terra di Meda
40 anni fa ha dato anche noi l'opportunità di dare il nostro contributo per produrre divani e poltrone.
Produrre arredamento di qualità, fedelmente alla tradizione tappezziera, ci rende orgogliosi e carichi di responsabilità anche per il futuro.
E' molto difficile mantenere vivo e prospero un metodo di lavoro artigianale come il nostro, dove l'apporto di manodopera qualificata è fondamentale e dove ogni pezzo, soprattutto se realizzato su misura, è eseguito con cura particolare.
Università italiane e straniere hanno realizzato studi e ricerche sul sistema Meda, e se la Regione Lombardia, insieme a Catalunya, Rhône-Alpes e Baden-Württemberg, rappresenta uno dei quattro motori d'Europa, La Brianza, e con essa Meda, sono il motore della Lombardia.
Nessuno come Felice Asnaghi può descrivervi Meda, la sua cultura, la sua storia e la sua evoluzione nel tempo.
Felice Asnaghi nel suo sito si descrive così:

"Ha in attivo varie pubblicazioni di storia locale.
Segnalato e premiato in diversi concorsi culturali, relatore nei corsi di formazione degli insegnanti del circolo scolastico, collabora a giornali e riviste. È cultore di araldica, paziente ricostruttore di alberi genealogici, esperto nella scrittura dialettale brianzola (con le varianti del territorio), poeta in vernacolo. Per le sue opere si avvale della ricerca di archivio e delle testimonianze raccolte dalla viva voce dei protagonisti e testimoni di tanti eventi, grandi e piccoli, che hanno segnato e segnano la vita della comunità medese. Ha in attivo varie pubblicazioni di storia locale. del circolo scolastico, collabora a giornali e riviste."
Ecco una piccolo estratto del suo lavoro su Meda, che mette in luce le caratteristiche dei medesi e del "sistema medese".
"Lo storico locale non è colui che sa tutto, ma una persona che con meticolosa pazienza ed amore sa ricostruire piccole vicende in tutti i loro particolari e che tassello dopo tassello ricompone quel grande mosaico che è la vita di paese.

Capita di raccontare ai nostri figli antiche fiabe che ci trasportano in un mondo misterioso ed affascinante. Capita di leggere la storia del proprio paese ed imbatterci nella leggenda dei santi fondatori: ci si accorge di perderci nella notte dei tempi dove il reale e l'immaginario si confondono e tutto diviene sacro.

Aimo e Vermondo, così si narra, imbattutisi coi feroci cinghiali trovarono riparo sopra due maestosi lauri e pur di aver salva la vita fecero voto a Dio di erigere in quel luogo, ove già esisteva un'edicola in onore di San Vittore, un cenobio di monache. Chi era dunque Vittore per essere venerato sin dai tempi antichi dagli abitanti della nostra zona? Era un soldato mauritano, oggi diremmo marocchino, che nei primi anni del secondo secolo prestava servizio a Milano sotto le insegne dell'esercito romano. Benché leale servitore dell'imperatore, in quanto cristiano fu arrestato, gettato in carcere, torturato ed ucciso. Come non considerare un segno di universalità l'alzare agli altari un soldato africano in terra lombarda?

Un segno dei tempi se si considera che la nostra zona conobbe la presenza di disparate popolazioni come quelle celtiche e romane che forzarono l'arrivo di migliaia e migliaia di schiavi, di coloni greci e siciliani. Fu poi con la caduta dell'Impero Romano che si stanziarono Longobardi e Franchi. Fondamentale fu l'opera di unità che la religione cattolica promosse all'interno delle varie etnie che costituivano il tessuto sociale. L'esistenza di un tempio cristiano nel pieno della foresta, che ricopriva la nostra collina, è segno che sin dall'Alto Medioevo esisteva un nucleo abitativo. Già in un documento dell'851 si parla del Monastero di San Vittore e cinque anni dopo un altro documento nomina Meda. Nel 1002 in un atto di permuta di terreni in località Farga si indica "castro Meda" intendendo per esso un villaggio dotato di mura, tipico degli insediamenti medioevali. Nel Medioevo, attorno al Monastero, si costituisce una comunità che ormai ha messo radici in questo luogo. Meda era un paese fiorente perché molti contadini delle zone vicine bramavano trasferirvisi per lavorare alle dipendenze della Badessa ed usufruire di un personale appezzamento di terreno ove costruire una casa e lavorare le terre affidategli: nasce il comune rustico
Nei secoli seguenti si alternarono le dominazioni spagnola, austriaca, francese; indistintamente si conobbero i danni delle loro armate e l'iniquità delle loro gabelle. Ancora una volta è la Chiesa ad essere riferimento autorevole in uno Stato lontano e nemico: attraverso una presenza capillare su tutto il territorio mediante il Curato e la Confraternita, il tempio e le cappelle in onore dei santi e le icone nei cortili. Un fatto resta certo: la vita della nostra comunità si è sempre evoluta attorno al sacro. La giornata del contadino iniziava con la messa mattutina delle ore cinque e si concludeva col vespro delle ore diciotto. La nascita e la morte acquistavano quel fascinoso mistero attraverso la fede e le feste religiose, intercalate lungo tutto l'anno solare, creavano coralità e solidarietà.
Con l'affacciarsi del nostro secolo Meda cambia, lascia alle spalle un'economia agricola mentre si rafforza sempre di più l'artigianato del legno. Nascono le prime grosse industrie ed il lavoro attira nuova gente. La Meda attorno al campanile non esiste più, il paese si espande a vista d'occhio tanto che il nuovo centro si sposta sull'asse di via Matteotti-Indipendenza. Qui sorgono il palazzo comunale, la stazione delle ferrovie Nord, le industrie Salda, Baserga, Bertolotti, Lanzani.
Il boom economico dilatò il mercato del mobile che favorì l'espandersi delle industrie. Sono gli anni Cinquanta, caratterizzati dal massiccio arrivo di manodopera veneta che, espulsa dai propri luoghi di origine per calamità naturali (l'alluvione del Polesine), si concentrerà alla periferia del paese. Nacquero e crebbero i quartieri del Ceredo, del Polo e San Giorgio. Gruppi di famiglie venete si stanziarono in zona Via delle Cave, mentre famiglie friulane, dedite al lavoro delle fornaci, si accasarono in fondo alla via Santa Maria.
Oggi siamo in 21.000. Meda, crocevia di etnie come ai tempi di San Vittore; Meda tollerante, consapevole di aver dato casa e lavoro a uomini e donne desiderosi di un avvenire migliore."
per contatti con Felice Asnaghi - feliceasnaghi@tiscalinet.it